sabato 17 maggio 2014
Cambiare verso... iniziando da noi!
Io voterò Partito democratico - che novità, eh?! - per rafforzare la cultura federalista all'interno del Partito socialista europeo e per contribuire a cambiare verso anche in Europa (in Italia Renzi ha già cominciato - non ditemi di no, lasciamolo per una volta lavorare!) con un nuovo e più coraggioso modo di concepire l'integrazione comunitaria. Purtroppo da più parti stanno crescendo movimenti antieuropeisti e populisti (vedi la Francia di Le Pen o la Gran Bretagna di Farage o ancor più l'Ungheria di Orban) e c'è il serio rischio di veder compromesso l'intero progetto europeo, quello nato dalle idee di pace, unità e prosperità testimoniate dai padri fondatori Adenauer, Schuman, De Gasperi e Spinelli. C'è bisogno quindi del voto, di un voto consapevole che possa portare in Europa i rappresentanti più qualificati (lasciamo perdere anche gli inviti a votare "nulla" o "bianca", sarebbe come dire "io voto" ma delego ad altri le mie scelte - ha senso?).
Ho già detto, io voto Partito democratico ed esprimerò le tre preferenze che posso dare per i candidati a Silvia COSTA, Francesco DE ANGELIS e Roberto GUALTIERI (ricordo che se si danno tre preferenze, non possono essere tutte dello stesso genere). Perchè questa scelta? Perchè è una scelta che abbiamo deciso unitariamente e collegialmente a livello di circolo, a Rignano Flaminio, dove per una volta tanto abbiamo deciso anche qui di "cambiare verso". Non continuare a farci guerra tra bande (tra l'altro tra "povere" bande), ma provare a rafforzare tutti insieme il nostro partito. Potevano essere fatte altre scelte, è vero - ed io forse sarei stato il primo a farne altre - ma questa volta era importante lasciare da parte qualche rivendicazione personale in favore dell'interesse collettivo. Non è stata una decisione facile (anche a livello personale), ma credo che chi fa politica, scegliendola di fare come servizio, non debba mai distogliere lo sguardo dall'obiettivo principale, il bene comune. La scelta è stata fatta ed io la sostengo con convinzione. Invitando anche chi mi legge a fare altrettanto. Se vogliamo davvero cambiare verso... bisogna che ognuno faccia il suo.
martedì 25 gennaio 2011
Mobilitiamoci!
sabato 22 gennaio 2011
Definanziamento della Ferrovia Roma Nord, aderiamo subito al grido d'allarme lanciato dal PD di Riano
I fondi dedicati al potenziamento delle infrastrutture di trasporto pubblico non possono essere messi in discussione. Questo rende inaccettabile la proposta di riprogrammazione del Piano Operativo Regionale (POR) cofinanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) 2007 - 2013 presentata dalla Giunta Regionale al tavolo del partenariato, nella quale è previsto un importante definanziamento degli investimenti dedicati alle infrastrutture per la mobilità.
La precedente programmazione, quella della Giunta Marrazzo, aveva previsto, per l’Asse III del POR (FESR) 2007 - 2013 (quello dedicato agli interventi per l’accessibilità) 272 milioni di euro, di cui 215 milioni destinati al parziale raddoppio della ferrovia Roma - Civita Castellana - Viterbo. Con la nuova ripartizione di fondi ne rimarrebbero soltanto 41,6 milioni, ampiamente insufficienti a garantire un benché minimo miglioramento della qualità del trasporto pubblico del Lazio. Questo il grido d’allarme che ci deve vedere tutti coinvolti, istituzioni, forze politiche e cittadini, a seguito della proposta di riprogrammazione delle risorse comunitarie presentata al tavolo del partenariato socio economico della Regione Lazio.
Diminuire i fondi destinati al potenziamento del trasporto pubblico è sinonimo di una scarsa conoscenza del territorio, delle sue problematiche e delle sue esigenze soprattutto in questi ultimi anni in cui il numero dei pendolari che utilizzano le linee ferroviarie del Lazio è aumentato vertiginosamente ed è ancora in espansione, soprattutto nell’area compresa tra il Vejo e la Valle del Tevere. Questo deve comportare un importante impegno per la ristrutturazione delle linee, il miglioramento delle condizioni dei convogli, la realizzazione e l’organizzazione di un serio piano di sicurezza per tutte le stazioni ferroviarie della regione. La proposta presentata al tavolo del partenariato non è all’altezza di queste esigenze.
Aderendo all’iniziativa del Pd di Riano, auspichiamo un ripensamento della proposta avanzata al fine di garantire una risposta certa e adeguata alle esigenze dei territori. È assolutamente necessario che la Regione Lazio impegni la Commissione Europea sul progetto della ferrovia Roma - Civita Castellana - Viterbo, evidenziando che intervenire sul sistema regionale dei trasporti, significa rispondere alle finalità previste dall’obiettivo comunitario di rafforzare la competitività regionale.giovedì 25 novembre 2010
La classe dirigente riparta dal territorio
Sul quotidiano nazionale EUROPA di oggi è stato pubblicato un mio articolo. Chi se lo fosse perso in edicola, può leggerlo al seguente link:La classe dirigente riparta dal territorio
sabato 18 settembre 2010
Roma Capitale metropolitana, non solo una riforma
Il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri il primo decreto su Roma Capitale, proseguendo l'iter legislativo dopo l'approvazione della legge 42/2009 sul federalismo fiscale, all'interno della quale l'art. 24 delega al Governo l'attuazione di organi e funzioni di Roma capitale prevista dalla Costituzione. Solo un primo passo, in attesa che venga approvato anche il decreto che attribuirà le funzioni a questo nuovo Ente.Da amministratore locale, sono preoccupato dal fatto che questo tema, ad oggi, sembra interessare solamente la Polverini, Alemanno e Zingaretti, in qualità di responsabili delle tre principali Istituzioni del Lazio (Regione, Comune di Roma e Provincia) e non i Sindaci e gli amministratori dei nostri paesi. Ad essere in ballo, infatti, non sono solamente dei poteri, ma anche una diversa idea di sviluppo dei nostri territori. Se a prevalere nello scontro politico, infatti, sarà l'idea della destra e di Alemanno, i Comuni al di fuori del raccordo anulare di Roma vedranno sempre più crescere le proprie difficoltà e limitare le proprie risorse.
A tal proposito, ho apprezzato l'iniziativa intrapresa dal presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, che ieri ha voluto chiamare a raccolta in una intensa giornata di studio e lavoro tutti gli amministratori provinciali e comunali del centrosinistra (erano invitati anche europarlamentari, senatori, deputati e consiglieri regionali), per illustrare, ma non solo, la sua idea di sviluppo di Roma e dei Comuni della provincia: Roma deve diventare una Capitale metropolitana (così come lo sono molte delle Capitali europee).
"Capitale metropolitana" non è solamente l'ambizione di una riforma istituzionale, ma un progetto strategico di sviluppo del territorio. Partendo dalle analisi di alcuni dati (e non da chiacchiere, come quelle della destra), Zingaretti ha evidenziato come ad oggi ad una crescita della residenzialità esterna a Roma non ha corrisposto un'eguale crescita dei servizi di qualità (sembra molto avvicinarsi a quanto è successo anche con l'Amministrazione Coletta a Rignano). Si deve passare da una periferizzazione ad una metropolizzazione, portando avanti principalmente quattro priorità: coesione sociale, innovazione, integrazione e sostenibilità dello sviluppo. Questa idea deve diventare l'idea della nostra classe dirigente, che unitariamente deve mettere in campo una nuova idea di sviluppo.
Condividendo l'idea del presidente Zingaretti, aggiungo che questo nuovo progetto non può non guardare ad una interdipendenza dei territori, che non può fermarsi al solo confine romano: se Roma deve e non può che diventare "Capitale metropolitana" (formata dalla città di Roma, dagli attuali municipi romani che devono divenire veri e propri Comuni - apro una parentesi, mi sembra folle l'idea della destra di ridurre il numero di municipi: in questo modo si creerebbero degli enti pachidermici, allontanando l'ente dal cittadino - e dai Comuni della provincia), un'integrazione deve esserci anche con le altre provincie laziali che non possono essere abbandonate ai loro destini (innestando, molto probabilmente, la loro "fuga" verso altre regioni) in una riforma organica anche della Regione Lazio (che deve essere, a mio parere, proprio perchè in essa ricade Roma Capitale, una Regione a statuto speciale).
Se Alemanno e la destra vogliono accentrare enormi poteri a Roma, con l'idea di risolvere poi le proprie problematiche (vedi discorso nomadi, prostituzione, rifiuti) spostandole nella periferia, o meglio nei comuni della provincia, gli amministratori locali e i cittadini non possono che ribellarsi a tale idea.
Ecco perché ritengo fondamentale che i cittadini, ma soprattutto chi si candida ad amministrarli, non possono non tenere sotto osservazione questi cambiamenti che ci stanno passando molto velocemente e distrattamente sopra la testa, perché ne va del nostro futuro.
L'ho detto e scritto anche qualche tempo fa, ma lo ripeto. C'è la necessità di promuovere la Città metropolitana di Roma (che valorizza non tanto il “grande centro” quanto i comuni circostanti ed i municipi interni al capoluogo, analogamente a quanto accaduto in altre grandi città europee quali Londra, Parigi, Barcellona, Amsterdam, Berlino), all’interno però di una visione regionale di sviluppo integrato, capace di far fronte anche alla scarsità di risorse economiche e non solo: occorre costruire una rete strategica, economica e sociale tra i maggiori attori coinvolti che non può prescindere dall’azione di programmazione e coordinamento della Regione, ridisegnando funzioni e compiti degli enti locali in maniera definita, evitando una eccessiva genericità delle attribuzioni e tale da non creare sovrapposizioni.
Questa è la mia idea di sviluppo e mi candido a portarla avanti insieme a quelli che la pensano in questo modo, convinto che i nostri territori possano avere uno sviluppo sostenibile diverso da quello attuale. Non si può pensare solo ad "amministrare", bisogna "governare" dei processi: questo è, secondo me, ciò che differenzia la qualità di un bravo amministratore.
martedì 7 settembre 2010
Realacci ricorda il Sindaco-pescatore
Qui il ricordo di Realacci su Angelo Vassallo.
lunedì 6 settembre 2010
"Hanno ucciso un sogno"
È stato crivellato da colpi di pistola, in un agguato in stile camorra, Angelo Vassallo, 57 anni, sindaco di Pollica, comune del Cilento.
È avvenuto nella tarda serata di ieri. Vassallo è stato raggiunto dai colpi mentre era alla guida della sua auto, in una stradina dietro la sua abitazione, nella frazione di Acciaroli.
Secondo il PM Alfredo Greco, che conduce le indagini, si è trattato di un omicidio con "modalità brutte e pesanti, un'esecuzione cattiva con troppi colpi sparati per un omicidio. Vassallo era un uomo che si batteva contro l'illegalità ed era sempre in prima linea. Quando accadeva qualcosa di particolare sul suo territorio, me lo segnalava. Non hanno ucciso solo un uomo, hanno ucciso una speranza per il Cilento. Era un simbolo di legalità. Chi lo ha ucciso ha voluto colpire chi si opponeva all'illegalità".
Qui un ritratto di Vassallo, curato da un giornalista che lo aveva incontrato di recente.
Qui il ricordo di Vassallo da parte di alcuni esponenti del PD.
giovedì 5 agosto 2010
martedì 15 giugno 2010
L'Idv e l'incoerenza...
martedì 1 giugno 2010
2 giugno, Festa della Repubblica
"L'Italia consolidi la sua unità, si rinnovi, divenga più moderna e più giusta""Un augurio affettuoso a quanti vivono e operano nel nostro paese per la festa che celebriamo insieme: festa dell'Italia che si unì e si fece Stato 150 anni orsono, festa della Repubblica che il popolo scelse liberamente il 2 giugno 1946". Inizia così il videomessaggio del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per la Festa della Repubblica.
"In questo momento, sentirsi nazione unita e solidale, sentirsi italiani, significa - ha aggiunto il Presidente Napolitano - riconoscere come problemi di tutti noi quelli che preoccupano le famiglie in difficoltà, quelli che nei giovani suscitano, per effetto della precarietà e incertezza in cui si dibattono, pesanti interrogativi per il futuro".
"Parlo dei problemi del lavoro e della vita quotidiana, dell'economia e della giustizia sociale. Stiamo attraversando, nel mondo e in particolar modo in Europa, una crisi difficile: occorre dunque un grande sforzo, fatto anche di sacrifici, per aprire all'Italia una prospettiva di sviluppo più sicuro e più forte. Per crescere di più e meglio, assicurando maggiore benessere a quanti sono rimasti più indietro, l'Italia deve crescere tutta, al Nord e al Sud. Si deve, guardando ai giovani, promuovere una migliore educazione e formazione, fare avanzare la ricerca scientifica e tecnologica, elevare la produttività del nostro sistema economico: solo così si potrà creare nuova e buona occupazione".
"Il confronto tra le opposte parti politiche deve concorrere al raggiungimento di questi risultati, e non produrre solo conflitto, soltanto scontro fine a sé stesso".
"Si discutano in questo spirito - ha sottolineato il Capo dello Stato - le decisioni che sono all'ordine del giorno; si scelga in questo spirito - nel Parlamento, nelle istituzioni regionali e locali e nella società - tra le diverse proposte che si dovranno liberamente esprimere".
"Ci accomuni - ha concluso il Presidente Napolitano - un forte senso delle responsabilità cui fare fronte perché l'Italia consolidi la sua unità, si rinnovi, divenga più moderna e più giusta e si dimostri capace di dare il suo contributo alla causa della pace e della giustizia nel mondo".
Buon 2 giugno a tutti.
sabato 1 maggio 2010
Giovedì 6 maggio importante Consiglio comunale
venerdì 30 aprile 2010
Discontinuità... che significa?

Voglio condividere con i miei lettori (magari con l'intento anche di stimolare una riflessione comune) uno scambio di commenti al quale ho partecipato stamane su Facebook. Giovanni Carapella, commentando la direzione regionale del Pd Lazio che si è tenuta ieri, ha aggiornato il suo "stato" meravigliandosi del voto a favore dato dallo stesso segretario Mazzoli su un odg che chiedeva "discontinuità" all'azione del Pd... alla mia domanda su cosa significasse "discontinuità", Carapella mi ha risposto "che serve un altro gruppo dirigente"... ma Carapella è andato anche oltre: "si comincia dal segretario"... bene, caro Giovanni, concordo con te... ma perchè questo deve valere solo a livello regionale? non vale anche sui territori? Io la mia l'ho detta, apertamente e con sincerità... ora aspetto le vostre riflessioni.







