Per uno strano caso del destino o della storia, in questi giorni le vicende locali possono esser considerate alla luce anche di quello che succede a livello nazionale. Vi sembrerà impossibile, ma provate per un attimo a riflettere con me (poi, magari, potreste iniziare ad inviarmi qualche vostro commento).
Partiamo proprio dal livello nazionale. Due sono le occasioni che vorrei porre alla vostra attenzione: il discorso sulla democrazia pronunciato dal nostro presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, alla prima Biennale di Torino e la ricorrenza del 25 aprile, Festa della Liberazione. Mercoledì scorso il presidente Napolitano, in uno, secondo me, dei suoi migliori discorsi da presidente (se ne possono ascoltare dei passaggi, cliccando su questo link), ha tenuto a ribadire quei valori democratici presenti nella Carta Costituzionale, costituita da principi inviolabili che garantiscono la pluralità dell'azione politica e la dignità di ogni singola persona. Quei valori che ben rientrano anche nella Festa del 25 aprile.
Ma cosa c'entrano queste occasioni con la politica locale? C'entrano, eccome!
Martedì scorso, come tutti saprete, si è tenuto il Consiglio comunale, con all'ordine del giorno l'importante approvazione del Bilancio previsionale 2009, l'atto più importante che guida l'amministrazione comunale nel corso dell'anno. Quello che è successo in aula è a dir poco sconvolgente! Ma non voglio esser io ad esprimere giudizi, fatemi raccontare quello che è successo, poi esprimete voi un giudizio.
Sin dal primo punto all'o.d.g., si è capito quale sarebbe stata l'antifona. Il vicesindaco Conte, nel presentare il punto sulla verifica delle aree e fabbricati per residenza, attività produttive terziarie (allegato al Bilancio), ha stravolto la proposta messa a conoscenza dei consiglieri prima della seduta, modificando alcuni punti sostanziali di essa, soprattutto nell'aumento del prezzo di cessione di alcune aree. Con Annamaria Mancini (mia collega all'opposizione), abbiamo tentato di dire che questa nuova proposta (perché tra l'altro presentata solo durante il Consiglio e non messa agli atti prima?) andava a modificare sostanzialmente l'atto, per questo ci sembrava giusto un rinvio del punto per una maggiore valutazione, ma... ecco qui la prima prova di forza, la maggioranza ha messo in votazione la nuova proposta e l'ha approvata con i suoi soli voti (da segnalare che in questa seduta è stata ufficializzata la divisione della maggioranza in due gruppi consigliari, l'uno con i consiglieri Di Lorenzi e Lupi per l'UDC e l'altro UNITI CON RIGNANO dei restanti, che non hanno potuto caratterizzarsi politicamente come PDL per la presenza del consigliere Berretta).
Con il punto 2 sempre la maggioranza (l'opposizione, presenti i consiglieri Marcorelli, Giordani e Mancini, assente Pucci, ha espresso voto contrario) ha approvato l'elenco dei beni immobili da inserire nel piano delle alienazioni (vendita), e cioè i due lotti di Montelarco.
Il vicesindaco Conte (sempre lui) ha presentato poi il programma annuale e triennale delle opere pubbliche (punto 3). Un lungo elenco (fatto più di sogni che di realtà), nel quale si evidenziano alcuni dati: scarsa programmazione, vendita (o svendita?) beni comunali, forte impegno per il finanziamento delle opere da parte della Regione Lazio con giunta di centrosinistra, ulteriori mutui accesi e ancora accrescere dell'indebitamento da parte dell'amministrazione Coletta.
Logicamente anche questo punto è passato con i soli voti della maggioranza.
Ma veniamo al meglio!
Il quarto punto era l'approvazione del Bilancio preventivo annuale e triennale. Ad aprire la discussione è stato ancora una volta il vicesindaco Conte, che senza parlare minimamente dei dati di bilancio (ma non era questo il punto all'o.d.g.?), ha tirato fuori dal cilindro una "magnifica" dichiarazione piena di invettive contro il Partito democratico e contro Rifondazione comunista (i soli due partiti d'opposizione), ma soprattutto calunniosa e diffamante nei miei confronti e quelli di mio padre. Senza entrare nel dettaglio delle parole espresse dal sig. Conte (che non meritano troppa considerazione e che comunque vanno valutate in altre sedi), vorrei comunque fare alcune riflessioni (anche perchè, un pò vigliaccamente secondo me, lo stesso Conte dopo aver proferito il suo sproloquio, è uscito dall'aula per non ascoltare repliche): perché il sig. Conte ha fatto questo tipo di dichiarazione, senza però parlare per niente del bilancio comunale? perché il sig. Conte per colpire me, tira fuori sempre vecchie storie di mio padre (perché ancora non ha digerito di averci perso nel confronto tra candidati sindaco?)? è questo il solo modo con cui il sig. Conte intende fare politica, con diffamazioni e vignette? Voglio solo ricordare al sig. Conte che viviamo in una democrazia e che l'opposizione ha il diritto di svolgere il proprio ruolo di controllo sull'operato dell'amministrazione. Se a lui questo non piace, peggio per lui! Io, ma credo anche il Partito democratico che rappresento in Consiglio comunale e che voglio pubblicamente ringraziare per gli attestati di solidarietà e stima che mi hanno mandato (primo fra tutti quello del coordinatore del nostro circolo), continuerò a battermi lealmente (e non ricorrendo a questo tipo becero di azioni) per la democrazia e la corretta amministrazione del nostro paese.
Il bilancio, pur in presenza della deliberazione della Corte dei Conti che ha evidenziato nel rendiconto 2006 gravi irregolarità e nonostante la nostra richiesta di rinvio per produrre i correttivi disposti, è stato approvato da tutta la maggioranza, applicando quella legge "dura e asciutta" dei numeri (così come da dichiarazione del sig. Conte). Questa è la democrazia ed il confronto che l'attuale amministrazione ci permette!
Dopo di questo il Consiglio ha preso in esame altri punti (il contributo concesso alle confessioni religiose, udite udite, su progetto del vicesindaco ing. Conte; alcune varianti urbanistiche; l'affidamento delle consulenze, punto che però è stato ritirato, dopo che io gli ho contestato la legittimità della deliberazione), che però passano in secondo piano.
Spero di avervi reso partecipi di quanto successo (sono comunque a disposizione per maggiori dettagli) e, nell'attesa di ricevere qualche vostro commento, tengo a segnalarvi davvero uno straordinario articolo (casualmente molto azzeccato in questo contesto) "Le parole della democrazia" di Gustavo Zagrebelski, pubblicato ieri su Repubblica. Meditate gente, meditate...
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