mercoledì 11 marzo 2009

Da leggere...

Seppur un pò in ritardo (solo ora trovo il tempo di leggere la mia "rassegna stampa"), suggerisco un interessante articolo a firma di Paolo Franchi uscito il 1 marzo sul Corriere della Sera: La Sinistra e un ex Dc come ultima speranza

mercoledì 21 gennaio 2009

Dichiarazione di voto per il Consiglio straordinario sui "campi rom"

Approvando pienamente la proposta all’o.d.g. di questa Assemblea, ritengo però doveroso fare alcune considerazioni.
Innanzitutto vorrei chiedere al sindaco Coletta, pur apprezzando la scelta di investire l’intero Consiglio su questa decisione, il motivo per il quale si sia arrivati ad una convocazione d’urgenza e con un solo giorno di preavviso per questa seduta, se la richiesta del Commissario è stata protocollata a questo Ente in data 29 dicembre u.s. e quindi con un tempo adeguato ad una più rispettosa convocazione.
Bene ha fatto il Prefetto Pecoraro, poi, a convocare i Municipi di Roma e i Comuni della Provincia per ascoltare le loro ragioni, dimostrando massima imparzialità e una volontà di governo collegiale del fenomeno, con l’obiettivo di affrontare con un metodo condiviso l’intera questione e pianificare di comune accordo i programmi da adottare e le decisioni da prendere; così come è da apprezzare il lavoro e le dichiarazioni del Presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, che si è fatto responsabilmente portavoce delle preoccupazioni delle comunità locali e delle istanze dell’intero territorio provinciale. È deprecabile invece la politica del Sindaco di Roma, Alemanno, che ha tentato sin dall’inizio soluzioni che non potevano essere condivise né dai Comuni dell’hinterland né dai Municipi: soluzioni che non erano altro che scaricare il problema da Roma al suo circondario. Così come già fatto con il problema della prostituzione e dei rifiuti. Chi governa ha il dovere di risolvere i problemi e non di spostarli. È perfino superfluo dire, associandomi a quanto già detto dal Presidente Zingaretti, che un’impostazione che prevede per Roma soldi e poteri, per gli altri Comuni rom, prostitute e rifiuti, è una impostazione inaccettabile, volta a creare solamente tensioni.
Prima di qualunque ipotesi di trasferimento, il Sindaco Alemanno dovrebbe sapere che nei nostri territori, da diverso tempo, le Forze dell’ordine hanno una gravissima carenza di uomini e mezzi e non ci sembra che sia stato fatto molto per risolverla, a parte gli uomini dell’Esercito inviati nella città di Roma. Sarebbe più giusto, allora, condividere non solo i problemi, ma anche le risorse e le opportunità disponibili.
Ritengo così, come già sostenuto dalla maggior parte dei Sindaci e delle Amministrazioni comunali della Provincia di Roma, che questa complessa situazione debba essere affrontata, così come sta facendo il Prefetto, non cercando di trasferire problemi di difficilissima soluzione ad altri Enti, tra l’altro con molte meno risorse economiche rispetto a Roma e strutture non organizzate per affrontare emergenze sociali di questo tipo e portata, ma attraverso un processo di coinvolgimento e partecipazione di tutti gli Enti e le Istituzioni, a partire dalla Provincia di Roma, dalla Regione Lazio, dai Comuni dell’hinterland, dalla Prefettura e dalla Questura.
Questa discussione, tra l’altro, conferma ancora una volta l’urgenza di dotarci di un Ente di governo dell’Area metropolitana.
Tornando alla questione, il punto su cui discutere non è se noi vogliamo o non vogliamo i campi rom; la nostra posizione non deriva da una questione di principio, ma da dati di fatto basati sulla effettiva realtà. La questione deve essere affrontata nella sua interezza, non pensando solo ai problemi di ordine pubblico ma attraverso specifiche politiche di integrazione. È fondamentale individuare un metodo condiviso e la necessità di procedere ad un confronto istituzionale che tenga conto dell’indispensabile equilibrio fra individuazione dei siti, risorse e strutture disponibili, tenuta del tessuto sociale, sicurezza dei cittadini e qualità dei percorsi di integrazione. Da ciò, e non da altro, dovrebbe derivare la nostra indisponibilità alla giusta richiesta del Prefetto.
Concludo cogliendo l’occasione, essendo rimasta ancora inascoltata la richiesta da me già avanzata, di convocare un Tavolo di lavoro, al quale invitare le Istituzioni civili, militari e religiose presenti sul territorio, per affrontare anche qui a Rignano, soprattutto per la presenza ormai non più trascurabile di una forte comunità romena, opportune politiche per la loro integrazione sociale.

sabato 17 gennaio 2009

In occasione del 90° anniversario...


A 90 anni dall'appello "ai liberi e forti" del Partito Popolare Italiano, sembrandomi ancora così attuale, lo segnalo alla vostra lettura.


A tutti gli uomini liberi e forti, che in questa grave ora sentono alto il dovere di cooperare ai fini superiori della Patria, senza pregiudizi né preconcetti, facciamo appello perché uniti insieme propugnano nella loro interezza gli ideali di giustizia e libertà. E mentre i rappresentanti delle Nazioni vincitrici si riuniscono per preparare le basi di una pace giusta e durevole, i partiti politici di ogni paese debbono contribuire a rafforzare quelle tendenze e quei principi che varranno ad allontanare ogni pericolo di nuove guerre, a dare un assetto stabile alle Nazioni, ad attuare gli ideali di giustizia sociale e migliorare le condizioni generali, del lavoro, a sviluppare le enrgie spirituali e materiali di tutti i paesi uniti nel vincolo solenne della "Società delle Nazioni".

E come non è giusto compromettere i vantaggi della vittoria conquistata con immensi sacrifici fatti per la difesa dei diritti dei popoli e per le più elevate idealità civili, così è imprescindibile dovere di sane democrazie e di governi popolari trovare il reale equilibrio dei diritti nazionali con i supremi interessi internazionali e le perenni ragioni del pacifico progresso della società.

Perciò sosteniamo il programma politico-morale patrimonio delle genti cristiane, ricordato prima da parola angusta e oggi propugnato da Wilson come elemento fondamentale del futuro assetto mondiale, e rigettiamo gli imperialismi che creano i popoli dominatori e maturano le violente riscosse: perciò domandiamo che la Società delle Nazioni riconosca le giuste aspirazioni nazionali, affretti l'avvento del disarmo universale, abolisca il segreto dei trattati, attui la libertà dei mari, propugni nei rapporti internazionali la legislazione sociale, la uguaglianza del lavoro, le libertà religiose contro ogni oppressione di setta, abbia la forza della sanzione e i mezzi per la tutela dei diritti dei popoli deboli contro le tendenze sopraffatrici dei forti.

Al migliore avvenire della nostra Italia - sicura nei suoi confini e nei mari che la circondano - che per virtù dei suoi figli, nei sacrifici della guerra ha con la vittoria compiuta la sua unità e rinsaldta la coscienza nazionale, dedichiamo ogni nostra attività con fervore d'entusiasmi e con fermezza di illuminati propositi.

Ad uno Stato accentratore tendente a limitare e regolare ogni potere organico e ogni attività civica e individuale, vogliamo sul terreno costituzionale sostituire uno Stato veramente popolare, che riconosca i limiti della sua attività, che rispetti i nuclei e gli organismi naturali - la famiglia, le classi, i Comuni - che rispetti la personalità individuale e incoraggi le iniziative private. E perché lo Stato sia la più sincera espressione del volere popolare, domandiamo la riforma dell'Istituto Parlamentare sulla base della rappresentanza proporzionale, non escluso il voto delle donne, e il Senato elettivo, come rappresentanza direttiva degli organismi nazionali, accademici, amministrativi e sindacali: vogliamo la riforma della burocrazia e degli ordinamenti giudiziari e la semplificazione della legislazione, invochiamo il riconoscimento giuridico delle classi, l'autonomia comunale, la riforma degli Enti Provinciali e il più largo decentramento nelle unità regionali.

Ma sarebbero queste vane riforme senza il contenuto se non reclamassimo, come anima della nuova Società, il vero senso di libertà, rispondente alla maturità civile del nostro popolo e al più alto sviluppo delle sue energie: libertà religiosa, non solo agl'individui ma anche alla Chiesa, per la esplicazione della sua missione spirituale nel mondo; libertà di insegnamento, senza monopoli statali; libertà alle organizzazioni di classe, senza preferenze e privilegi di parte; libertà comunale e locale secondo le gloriose tradizioni italiche.

Questo ideale di libertà non tende a disorganizzare lo Stato ma è essenzialmente organico nel rinnovamento delle energie e delle attività, che debbono trovare al centro la coordinazione, la valorizzazione, la difesa e lo sviluppo progressivo. Energie, che debbono comporsi a nuclei vitali che potranno fermare o modificare le correnti disgregatrici, le agitazioni promosse in nome di una sistematica lotta di classe e della rivoluzione anarchica e attingere dall'anima popolare gli elementi di conservazione e di progresso, dando valore all'autorità come forza ed esponente insieme della sovranità popolare e della collaborazione sociale.

Le necessarie e urgenti rifrome nel campo della previdenza e della assistenza sociale, nella legislazione del lavoro, nella formazione e tutela della piccola proprietà devono tendere alla elevazione delle classi lavoratrici, mentre l'incremento delle forze economiche del Paese, l'aumento della produzione, la salda ed equa sistemazione dei regimi doganali, la riforma tributaria, lo sviluppo della marina mercantile, la soluzione del problema del Mezzogiorno, la colonizzazione interna del latifondo, la riorganizzazione scolastica e la lotta contro l'analfabetismo varranno a far superare la crisi del dopo-guerra e a tesoreggiare i frutti legittimi e auspicati della vittoria.

Ci presentiamo nella vita politica con la nostra bandiera morale e sociale, inspirandoci ai saldi principii del Cristianesimo che consacrò la grande missione civilizzatrice dell'Italia; missione che anche oggi, nel nuovo assetto dei popoli, deve rifulgere di fronte ai tentativi di nuovi imperialismi di fronte a sconvolgimenti anarchici di grandi Imperi caduti, di fronte a democrazie socialiste che tentano la materializzazione di ogni identità, di fronte a vecchi liberalismi settari, che nella forza dell'organismo statale centralizzato resistono alle nuove correnti affrancatrici.

A tutti gli uomini moralmente liberi e socialmente evoluti, a quanti nell'amore alla patria sanno congiungere il giusto senso dei diritti e degl'interessi nazionali con un sano internazionalismo, a quanti apprezzano e rispettano le virtù morali del nostro popolo, a nome del Partito Popolare Italiano facciamo appello e domandiamo l'adesione al nostro Programma.

Roma, lì 18 gennaio 1919

LA COMMISSIONE PROVVISORIA
On. Avv. Giovanni Bertini - Avv. Giovanni Bertone - Stefano Gavazzoni - Rag. Achille Grandi - Conte Giovanni Grosoli - On. Dr. Giovanni Longinotti - On. Avv. Prof. Angelo Mauri - Avv. Umberto Merlin - On. Avv. Giulio Rodinò - Conte Avv. Carlo Santucci - Prof. D. Luigi Sturzo, Segretario Politico.

lunedì 15 dicembre 2008

All'Assemblea dei Circoli Pd del Lazio... il mio intervento


Siamo a poco più di un anno da quel 14 ottobre del 2007 che ha segnato ufficialmente la data di nascita del PD. Ricordo quella data per chiarirci subito che di strada, in fondo, se si pensa al tempo relativamente breve che è passato, ne è stata fatta davvero molta. È stato un anno denso di eventi e di significati, contraddistinto da varie fasi.
Dalle primarie con la costituzione dell’assemblea nazionale e di quelle regionali alla nascita dei circoli in quasi ogni paese d’Italia, dalle elezioni di aprile con la caduta del governo Prodi e la vittoria della destra a Roma alle iniziative d’opposizione al governo Berlusconi che hanno visto nella manifestazione del 25 ottobre scorso il loro punto massimo e un nostro motivo d’orgoglio, per finire alle ultime discussioni di questi giorni.
Il Partito democratico ha compiuto i primi passi, tra alti e bassi, ma ad oggi, se vogliamo bene a questo partito dobbiamo dircelo, esistono ancora tante difficoltà, anche e soprattutto nei circoli, che purtroppo segnano in negativo anche il rapporto con i cittadini, che invece, sappiamo, ripongono grande speranza, come noi del resto, in questo grande progetto di partito nuovo, veramente riformista, partecipativo, plurale e federale.
C’è bisogno di dirsi cosa si sta facendo e perché, e la molta strada che si è fatta dove deve portare. Nessun vento potrà esser favorevole a chi non sa in che porto vuole andare: la forza del Pd dipenderà, credo, anche dal modo con cui in questo momento sapremo guardarci dentro e dare una vera identità a questo partito.
Per questo dico, soprattutto al nostro segretario nazionale, nella direzione del 19 ditevele pure di santa ragione (meglio lì, che sui giornali), la diversità deve essere una ricchezza, non una schiavitù e una separazione, nel Pd deve essere importante il valore della coesione, da non confondere però con l’unanimismo: ci possono essere posizioni anche divergenti, ma non è proprio l’arte della politica che, dal confronto, fa nascere quell’unica sintesi capace di rappresentare poi, non gli interessi personali o di una parte, ma quelli della collettività? Dall’appuntamento del 19 tiriamo quindi fuori una linea comune, tra chi crede davvero nella bontà di questo progetto, torniamo a produrre iniziativa politica. Sono le nostre azioni che ci definiscono e non le chiacchiere.
La gente, soprattutto noi giovani, è stanca di sentir parlare delle solite lotte interne e solamente di questioni organizzative, vuole invece ascoltare, e la situazione economica e finanziaria mondiale lo impone, un Pd che ad una sola voce detta la propria agenda politica e torna ad essere protagonista nelle scelte che ci si pongono davanti. Lo ripeto, anche dopo un confronto democratico interno, oggi ancor frutto di correnti appartenenti a logiche vecchie, tradizionali e che invece ora dovrebbe poter diventare frutto di mescolanze diverse. E proprio i circoli possono essere il luogo ideale dove attuarle.
I temi sui quali discutere ce ne sono, all’orizzonte ci sono sfide importanti ed il Pd deve attrezzarsi per vincerle, sia a livello nazionale che locale.
Penso alle prossime elezioni amministrative, che qui nel Lazio ci vedranno impegnati in numerosi comuni ma anche per le provinciali di Latina, Frosinone e Rieti, dove il Pd dovrà saper selezionare una classe dirigente, con primarie o non, ma comunque in base al merito e alle capacità (non per altre strade). Ed inoltre mettere insieme alleanze, non solo che ci permettano di vincere, ma anche poi di poter governare, bene, come qui nella Provincia di Roma sta facendo la squadra guidata da Nicola Zingaretti.
Ma penso anche alle elezioni europee. Non si può applaudire ed esaltarci per la vittoria di Obama, se poi noi non abbiamo il suo stesso coraggio, cioè quello di seguire fino in fondo anche in Europa il percorso che in Italia abbiamo intrapreso con la novità del Pd.
C’è poi la necessità di una nostra, dico come Pd, azione politica e riformatrice a Roma, come opposizione alla giunta Alemanno, ma anche nel governo della Regione Lazio, che sappia portare Marrazzo, come nostro ancora candidato presidente, e quanti saranno con lui impegnati nella battaglia delle prossime elezioni regionali del 2010, ad una nuova vittoria.
E nel Lazio e per il Lazio sarà importante anche la posizione che il Pd saprà difendere sul tema della riforma istituzionale all’ordine del giorno dell’agenda politica nazionale e locale. Auspichiamo ipotesi di riforma mirata a rafforzare l’articolazione delle autonomie regionali e locali nell’ambito, però, di uno stato nazionale che deve mantenere la sua unità. Si arrivi così all’istituzione della Città metropolitana di Roma, all’interno però di una visione regionale di sviluppo integrato.
In questa stessa ottica, di un impianto autonomistico e federale, con il tesseramento, dobbiamo saper costruire ora la nostra forza, quella del Pd, radicandolo nei circoli che sempre più devono far sentire la loro vivacità e con strumenti territoriali organizzativi che, parlando ad esempio della nostra provincia di Roma, formata da un territorio molto vasto e per certi versi molto differenziato, possano prevedere organismi decentrati frutto di identità omogenee.
La costruzione del Partito democratico deve saper guardare ai sogni di noi giovani, alle nostre speranze e alla nostra voglia di futuro. Il cambiamento è in gran parte nelle nostre mani. Dobbiamo farlo noi, con le uniche armi che abbiamo a disposizione, quelle della politica democratica e dell’impegno civile in prima persona. Imponendo, con la battaglia politica, i nostri temi, i nostri punti di vista e le nostre priorità.
Riprendendo il discorso di Veltroni al Lingotto di Torino, riguardo ai giovani ad esempio, il Pd ha davanti a sé una grande frontiera, quella della lotta alla precarietà: ha detto bene il nostro segretario che in un tempo fantastico della nostra vita, viene chiesto a noi giovani solo di “aspettare”. Aspettare di avere un lavoro certo, un mutuo per la casa e, con questi, la possibilità di mettere su famiglia e avere dei figli. Ma la vita non può essere saltuaria. La vita non può essere part-time.
Mi piace ricordare sempre l’ammonimento di De Gasperi, che ribadiva che la differenza tra un politico e un ottimo politico, statista, sta nella capacità di scegliere tra un provvedimento per le prossime elezioni e uno per le prossime generazioni.
“Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell’uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita”, così si esprimeva Enrico Berlinguer.
Ed è la lotta di quanti, come me, ma come tanti di voi, cerca di portare avanti con convinzione e ideali la propria passione politica, nei circoli così come nelle amministrazioni. Di portarla avanti con i valori, come in questi giorni ci ha di nuovo richiamato a fare il presidente Napolitano, che sono ben scritti nella nostra Costituzione. Quella Costituzione che deve continuare ad essere difesa nel suo impianto e nei suoi principi fondamentali. È una delle missioni principali del Partito democratico, che non può essere lasciata ad altri. Lì c’è tutto ciò che serve: la centralità della persona, il principio di uguaglianza, il diritto-dovere al lavoro, la solidarietà fiscale, il ripudio della guerra, la laicità dello stato, il federalismo, il carattere parlamentare della Repubblica.
A quanti, come me, sono stati alla Prima Summer school del Pd a Cortona, lasciatemi dire una vera parentesi felice nella diversità con la gestione quotidiana dei problemi del partito, Edgar Morin ci ha indicato la strada verso la vera felicità con quel “meglio, non di più”. Ci è stato ricordato il nostro dovere di credere nel cambiamento e che un mondo diverso è davvero possibile.
Ancora lì a Cortona, caro Walter, permettimi il tu, proprio tu ci hai ricordato, riprendendo le parole del film Into the wild di Sean Penn, che la felicità è reale soltanto quando è condivisa.
Noi questa felicità la vogliamo veramente condividere nei circoli, nel e con un Pd forte e radicato nei territori, con te segretario, per Roma, per il Lazio, per il nostro futuro.

lunedì 24 novembre 2008

Roberto Morassut, nuovo segretario regionale del PD Lazio


Roberto Morassut è stato eletto Segretario regionale con il 73,7% dei voti. 358 i votanti sui 488 delegati eletti all'Asseblea regionale, 264 i favorevoli, 54 i contrari, 17 le schede bianche e 23 le nulle.
"Cercherò di essere il segretario di tutti. Ora però dobbiamo girare pagina, metterci a lavorare e guardare al futuro con un grande obiettivo: avere successo alle tornate elettorali del 2009, vincere con Piero Marrazzo le regionali del 2010 e riconquistare il Campidoglio nel 2013, perché possiamo e dobbiamo farlo". Questa la prima riflessione del neo eletto segretario del PD che, una volta ufficializzata la sua elezione, ha ringraziato dal palco allestito nell'aula magna dell'hotel Ergife tutti i presenti, in primo luogo il suo predecessore Nicola Zingaretti."Ho piacere che questo passaggio di consegne avvenga tra me e Zingaretti - ha detto - perché in questo gesto c'è un voltare pagina al positivo. È una nuova generazione che inizia il viaggio verso la costruzione del PD sul territorio". E ancora: "Da segretario del PD voglio ringraziare Nicola perché seppur nelle difficoltà, il partito del Lazio ha dimostrato di essere materia viva e fertile".

venerdì 7 novembre 2008

Strane coincidenze...

Leggendo alcuni giornali stamattina, ho trovato una strana coincidenza: Berlusconi dice di non voler parlare con un'opposizione di imbecilli, il sindaco Coletta a sua volta usa una frase di Voltaire per definire imbecille chi ha l'unica colpa di mettere in dubbio la bontà del suo operato... questa è democrazia... sic...!

lunedì 15 settembre 2008

Alla prima Summer School del PD...


Da giovedì 11 a domenica 14 ho partecipato alla prima Summer School del Partito democratico, quattro giorni di formazione su vari temi con relatori di primissimo piano. Una bella esperienza, senz'altro da ripetere... questo un primo commento, spero di dedicare all'argomento altro post...

venerdì 11 luglio 2008

Salva l'Italia: al via campagna su petizione PD



“Salva l'Italia!”. S'intitola così la petizione che il Partito Democratico ha promosso e che partirà dal fine settimana per concludersi il 25 ottobre, in occasione della manifestazione nazionale indetta dal partito. La
petizione ha al centro due questioni: la difesa delle regole democratiche contro le forzature e le leggi sbagliate del governo; la lotta per far ripartire l'Italia, cominciando da stipendi e pensioni. Tra i primi
firmatari, giuristi come Barbera, Mancina, Elia, economisti e protagonisti del mondo del lavoro come Ruffolo, Sangalli, Colaninno, Messori, Ichino, Baretta, Musi.

“Salvare l'Italia, non il premier” è il titolo della parte istituzionale in cui si indicano problemi e provvedimenti presi a difesa degli interessi privati del presidente del Consiglio e non certo per aumentare la sicurezza.
La maggioranza, che ha puntato in campagna elettorale sul tema della sicurezza, oggi taglia drasticamente fondi e uomini e gioca tutto su provvedimenti demagogici e sbagliati, come la raccolta delle impronte dei
bambini rom o il reato di immigrazione clandestina.
Leggi ad personam e un sostanziale “azzeramento” del dibattito parlamentare su una manovra economica improvvisata: questa la miscela avvelenata proposta
dal governo e che la petizione vuole battere e fermare. Così sul versante dell'emergenza sociale la petizione sottolinea l'incapacità del governo di affrontare i problemi della crisi economica, dell'impoverimento e del
reddito di chi vive di salari e pensioni e non arriva più alla fine del mese. Una situazione che il governo ignora, mentre le promesse elettorali vengono clamorosamente smentite. Le tasse, che si diceva di voler abbassare al 40 per cento, cresceranno e resteranno per tutta la legislatura al 42,9%. Mentre per i redditi bassi si inventa la “carta” per fare la spesa, finanziata soltanto per il 2008 e con 200 milioni, ovvero due euro al mese per ciascun anziano con pensione inferiore ai mille euro al mese.
E non basta: il governo reintroduce i ticket sulla sanità e taglia gli investimenti per le opere pubbliche e le spese per garantire servizi essenziali alla crescita, come la scuola dove si perderanno 150 mila posti di lavoro, con classi più affollate e studenti meno seguiti.

mercoledì 25 giugno 2008

Convocazione Consiglio comunale


Per venerdì 27 giugno alle ore 11,30 è convocato il Consiglio comunale di Rignano Flaminio, con il seguente odg:
1- approvazione verbali seduta precedente del 14.05.08;
2- autorizzazioni commerciali nell'ambito del Piano particolareggiato zona D di PRG in loc. Montelarco - direttive;
3- approvazione dello studio implementativo di utilizzazione aziendale per la demolizione e ricostruzione con accorpamento di volumi relativi a 2 fabbricati rurali;
4- presa d'atto cessazione convenzione per la gestione associata dei servizi economico-finanziario e tributi;
5- approvazione programma conferimento incarichi di collaborazione esterna di studio, ricerca e collaudo per l'anno 2008;
6- approvazione regolamento per la tutela e il benessere della popolazione canina domestica;
7- istituzione consiglio dei giovani: approvazione regolamento;
8- ratifica Dgc n. 82 del 20.05.08;
9- ratifica Dgc n. 98 del 03.06.08.